fango spalla

Consigli SPA – Fanghi termali preziosi & curativi alle Terme dell’Emilia Romagna

Per migliorare lo stato di salute e il benessere

 

Sin dall’antichità i fanghi termali sono stati utilizzati per migliorare lo stato di salute e il

benessere dell’organismo. Ancora oggi, come allora, mantengono una loro validità avendo

assunto col tempo un ruolo e un’applicazione ben precisa in campo terapeutico.

I fanghi termali delle Terme dell’Emilia Romagna sono ricchissimi di sostanze

minerali poiché vengono miscelati e lasciati maturare nelle acque termali. Queste ultime

si distinguono in acqua sulfurea, che grazie alla presenza di zolfo agisce sulle mucose

provocando vasodilatazione, e acqua salsobromoiodica ad elevato contenuto salino ed

ad azione antinfiammatoria e decongestionante.

I fanghi terapeutici delle diverse stazioni delle Terme dell’Emilia Romagna sono il

frutto dell’impasto con l’acqua termale; sono costituiti da una componente solida

argillosa, una componente liquida (acqua termale) e da una componente organica (alghe,

batteri, protozoi ecc..). Prima di essere usati a scopo terapeutico subiscono un lento

processo di maturazione in apposite vasche, a contatto diretto con l’acqua termale, con

la luce del sole e con l’aria. Ciò permette l’arricchimento dei fanghi in sali minerali e la

crescita sulla superficie di speciali alghe alle quali è legata tanta parte dell’efficacia

terapeutica dei fanghi stessi. Il processo di maturazione trasforma i fanghi in veri e propri

farmaci che si differenziano dai fanghi non maturi per caratteristiche chimiche, fisiche,

biologiche e terapeutiche del tutto specifiche.

Sali e proprietà fisiche sono tradizionalmente indicati come all’origine delle attività

farmacobiologiche dei fanghi termali: rilassamento muscolare, effetto termico sui

tessuti del corpo umano, aumento locale della circolazione sanguigna, aumento del

metabolismo, attività antinfiammatoria, azione di protezione delle cartilagini sono alcuni

dei benefici apportati dai fanghi termali.

Recenti acquisizioni sulle attività farmacologiche dei fanghi danno conferma di questi

effetti curativi, i più importanti dei quali sono l’attività antinfiammatoria e

analgesica e quella di protezione delle cartilagini, entrambe chiamate in causa nella

patologia nella quale maggiormente si utilizzano i fanghi: l’artrosi. Sono stati infatti

individuati i punti di attacco sul processo della infiammazione, comuni a quelli dei farmaci

antinfiammatori mentre aumentano ormoni e sostanze protettive della cartilagine.

La fangoterapia eseguita nelle diverse stazioni delle Terme dell’Emilia Romagna è

particolarmente consigliata nelle artrosi e in generale in tutte le patologie osteoarticolari,

nei postumi di fratture, nelle periartriti o comunque in tutte quelle alterazioni

periarticolari evidenti. Nei casi di patologie reumatiche, osteoarticolari e nella

riabilitazione, il fango viene utilizzato come supporto al bagno poiché accentua l’efficacia

analgesica ed antinfiammatoria dell’acqua e ne rafforza l’aspetto riabilitativo,

ripristinando e migliorando così la funzione motoria (cure termali in convenzione

con il Servizio Sanitario Nazionale - vedi tabella fondo pagina)

Particolarmente efficace è inoltre l’impiego del fango addominopelvico in determinate

forme ginecologiche come le flogosi croniche, le sindromi aderenziali pelviche ed i

postumi di interventi chirurgici genitali. La duplice azione fisica ed antinfiammatoria lo

rende un mezzo terapeutico di elevata efficacia.

A livello cutaneo, la profonda azione dei fanghi delle Terme dell’Emilia Romagna

inoltre, è legata al cosiddetto “effetto osmotico”: quando vengono applicati creano uno

strato isolante che aumenta la temperatura della pelle, dilatando i pori e rendendo

l’epidermide più ricettiva ai principi attivi racchiusi nella miscela di fango.

 

Con il contributo del

Dr. Attilio Menconi Orsini, Specialista in cardiologia e in medicina termale, Consulente Sanitario

COTER srl e del Dr. Fabio Tateo, Ricercatore Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)