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Estetica Medicale – Chirurgia plastica ginecomastia

Interventi mini invasivi per togliere il seno nell’uomo



Nel mese della prevenzione “Nastro Rosa” dove si parla delle donne, è bene ricordare che il 5% della popolazione maschile (dati di stima americani) si deve sottoporre alla Ginecomastia (asportazione del seno nell’uomo). In questo caso si ricorre all’intervento perché l’uomo si ritrova CON il seno, mentre per le donne le cause di intervento sono altre.
Nell’uomo la presenza del seno, spesso è riconducibile ad una cattiva alimentazione, alcuni farmaci, l’uso di cannabis e l’assunzione di ormoni anabolizzanti utilizzati solitamente per gonfiare i muscoli.
È questo un fattore di disagio sociale al quale è possibile porre rimedio con tecniche sempre più mini invasive. «Oggi è possibile dare una risposta definitiva al problema con interventi ambulatoriali. E in pochi giorni tornare alle normali attività quotidiane. Parliamo di una ginecomastia sempre più “soft” capace di dare soluzioni definitive», annuncia Francesco Alia, chirurgo plastico con studi a Milano e Cagliari. 

La soluzione è nelle mani del chirurgo plastico. In Italia nel 2013, secondo i dati raccolti dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), l’intervento di ginecomastia è stato il decimo più praticato tra tutti: sono stati quasi 6.000 gli uomini che si sono sottoposti ad una riduzione del seno. «Se con la sola presenza di grasso in eccesso normalmente si indica la cosiddetta ginecomastia “falsa”, la presenza di uno squilibrio ormonale indica quella definita come “vera”» dice il dottor Alia, che conferma come è possibile risolvere il problema, “…le tecniche adottabili sono due:  il laser, con il quale si scioglie sia l’eccesso adiposo che quello ghiandolare. I tessuti disciolti vengono poi rimossi con piccole cannule collegate a un aspiratore. Il raggio laser viene veicolato nel tessuto mammario mediante una sottile fibra ottica collegata alla microcannula. L’effetto termico, oltre a sciogliere l’eccesso ghiandolare e adiposo, provoca una retrazione della pelle, permettendo così di rimodellare in maniera ottimale la regione mammaria. Il laser viene utilizzato in alcune situazioni particolari, dove la presenza del seno viene determinata soprattutto dall’eccesso di grasso nella zona». L’altra tecnica è prettamente chirurgica. «Si asporta chirurgicamente la ghiandola attraverso una incisione periareolare (è simile a quella per la mastoplastica additiva della donna) e si rimodella poi la componente adiposa con la liposuzione. In rari casi può essere necessario eliminare la pelle in eccesso. Sono interventi eseguiti in regime ambulatoriale o in day hospital con anestesia locale con sedazione cosciente, ma in presenza di un anestesista esperto. Al termine della procedura è necessario indossare una guaina compressiva. Dopo 1-2 ore di osservazione è possibile tornare a casa. Si può tornare alle normali attività dopo un paio di giorni». 

Francesco Alia – Laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Sassari, si è specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all'Università di Roma "La Sapienza" e in Microchirurgia all'Università di Milano. Ha lavorato presso la Cattedra di Chirurgia Plastica dell'Università di Sassari e presso la Cattedra di Chirurgia Plastica dell'università di Milano e il Centro di Chirurgia Plastica ed Ustioni dell'ospedale Niguarda di Milano. Alia ha perfezionato la sua preparazione in Chirurgia Plastica ed Estetica con corsi e soggiorni in Italia, Stati Uniti, Messico, Francia e Belgio. È autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche su argomenti di chirurgia plastica ed estetica, microchirurgia e istologia. Socio ordinario di Aicpe, Sicpre e Isaps, opera a Milano e in Sardegna. www.plasticsurgery.it