salute allo specchio

Formazione - ONCOLOGY ESTHETICS e SALUTE ALLO SPECCHIO

Una vera e propria SPA ricreata all’interno della struttura ospedaliera offre alle malate oncologiche trattamenti estetici complementari alle cure mediche. Obiettivo: garantire una migliore qualità della vita alle pazienti e aiutarle ad affrontare le conseguenze delle terapie

 

 “Perderò i capelli?”. E’ questa la prima domanda che le pazienti rivolgono al medico che comunica loro la diagnosi terribile: cancro.

 

I cambiamenti che il corpo subisce durante il difficile periodo delle terapie oncologiche si riflettono sulla percezione di sé e sulla vita sociale con ripercussioni importanti sullo stato psico-fisico del paziente e sulla sua capacità di reagire alla malattia.

 

Per questo negli ultimi anni, accanto a terapie oncologiche sempre più evolute, si sono fatti strada i cosiddetti trattamenti estetici complementari, con l’obiettivo di aiutare le pazienti ad affrontare la malattia alleviandone per quanto possibile i disagi e migliorando la qualità della loro vita.

 

 Da queste premesse è nato, un anno fa, il progetto Salute allo Specchio che vede impegnato in prima linea, accanto all’Ospedale San Raffaele di Milano, Oncology Esthetics, l’ente che forma e certifica professionisti dell’estetica abilitati al trattamento di pazienti oncologiche. Nell’ambito del progetto Salute allo Specchio è stata ricreata, all’interno della struttura ospedaliera, una SPA dove le pazienti possono usufruire di trattamenti estetici sicuri, gratuiti  e realizzati da personale qualificato e certificato Oncology Esthetics sotto la supervisione di personale medico. 

 

Il progetto Salute allo Specchio è una grande sfida”, racconta Angela Noviello, Direttore Oncology Esthetics Italia e volontaria per il progetto Salute allo Specchio, “pensare a un trattamento estetico complementare quale contributo alle terapie oncologiche è una vera rivoluzione, impensabile fino a pochi anni fa. Oggi, invece, ci si è resi conto che non basta curare la malattia, occorre assicurare al paziente una qualità di vita il più possibile alta. La maggior parte delle terapie”, continua Angela Noviello, “lascia segni  sul corpo – come perdita dei capelli, pallore, occhiaie, rush cutanei - che sono un rimando continuo alla condizione di malato e che impattano negativamente sulla vita sociale dei pazienti. Per una donna, in particolare, quando bellezza e femminilità vengono intaccate viene meno la propria identità, e insieme a dolore fisico e mentale subentrano insicurezza, imbarazzo e disagio per una immagine che nella quale non ci riconosciamo”.

 

In quest’ottica, insegnare alle donne a prendersi cura della propria pelle, quali trattamenti estetici possono fare, come truccarsi per nascondere pallore e rush cutanei, come scegliere la parrucca o come giocare con i foulard non è solo una parentesi di leggerezza, durante la quale non pensano alla malattia e non si sentono malate.

 

Salute allo Specchio è molto di più”, spiega ancora Angela Noviello, “è una iniezione di fiducia, uno strumento di supporto psicologico che le aiuta a ritrovare forza, a sentirsi bene con loro stesse, a rilassarsi prima delle terapie e ad affrontarne le conseguenze con una marcia in più.

 

Tutto questo, per quanto possa sembrare un aspetto secondario, nei momenti difficili diventa un appiglio: si pensi solo che, secondo studi recenti per il 20% dei pazienti il massaggio è uno strumento per ridurre dolore, gestire l’ansia, rafforzare il proprio sistema immunitario e riuscire a gestire gli effetti collaterali delle terapie. E la conferma ci arriva ogni giorno dalle nostre pazienti: sentirsi bene, rilassati e vedersi ancora belli, riconoscersi nella “propria pelle” può essere davvero un passo fondamentale per affrontare tutti i disagi che la malattia porta con sé e recuperare una socializzazione spesso perduta”.

 

 

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