estetispa_0747_

Gestione Istituto estetico - Errori da evitare

... se solo avessi saputo ...

 
Spesso capita, visitando Istituti estetici di medie e grandi dimensionio, Spa in Hotel o Cittadine, di incontrare i titolari ed avvertire, parlando con loro, che c’è qualche cosa che non funziona. A fatica si riesce a far dire loro i problemi ai quali sono andati incontro, perché poco o mal consigliati, oppure per scelte fatte in modo affrettato. Non è facile ammettere di aver “sbagliato”, chi lo fa non vuole si sappia, per questo motivo abbiamo evitato di mettere nomi e luoghi di riferimento, su quelli che sono stati degli “sfoghi” confidenziali raccolti. State valutando la possibile apertura della vostra Day Spa o del vostro Istituto? Mettiamo che avete fatto bene il vostro compito. 
Studio di fattibilità da parte di un esperto? Fatto. 
Confronto con i competitors? Fatto. 
Ricerca delle attrezzature, marketing, prodotti, servizi, menu trattamenti, feng sui e candele profumate? Fatto. 
Prestito bancario? Fatto.
Avete pianificato, pianificato, pianificato e aspettato abbastanza. Cosa resta da fare? 
Ancora una cosa: leggere questo articolo! Vi farà riflettere e, magari, vi farà evitare qualche errore.
Ma se soli avessi immaginato?

Due donne decidono di mettersi in partnership per aprire una Day Spa. Una (che identifichiamo con M) aveva avuto una carriera brillante in una Spa, un impegno pesante fatto di lavoro d’ufficio, vendita, porte aperte e visite alla struttura. Alleviava lo stress da regolari visite alla massoterapista (che identifichiamo con S) che, come lei, sognava di aprire una Day Spa e che aveva esperienza e abbastanza capitale da investire: “sembrava che avessimo fatto un piano perfetto”. Ma i problemi cominciarono dopo l’apertura delle loro “sei stanze da sogno”.
Avevano passato molto tempo nel curare l’aspetto e l’emozione della Spa, ignorando altri particolari a prima vista non importanti quali: “i ruoli, la comunicazione e la responsabilità del personale”.
La prima M. (vista la sua professionalità) cercava di costruire la clientela per la Spa, per cui era spesso assente per vedere potenziali clienti e possibili candidati per lo staff, ma quando tornava in sede, via via che il tempo passava si rendeva conto che la partner S. non aveva né l’abilità nè il desiderio di amministrare il personale, di fare un piano di marketing, né tanto meno di gestire il libretto degli assegni! Nutriva addirittura del rancore per le sue assenza dalla Spa nonostante fossero rimaste d’accordo su questo, e dimostrava tutto questo, impiegando sempre più tempo nei massaggi lasciando andare a fondo il management.
Non passò molto tempo che la fama della SPA era quasi a pezzi così come le finanze. Il risultato sfociò in un’azione legale.  
Oggi M. si trova da sola ad essere coinvolta in un’esperienza che non avrebbe immaginato così. Il suo pensiero: “ Se potessi rifare tutto, sceglierei un partner in modo più calibrato, definendo adeguatamente i ruoli e le attività di ognuno, ivi compreso come gestire eventuali conflittualità prima di fare business.” 
 
James R., day spa operator ed estetista, AAA. Management cercasi.

Nel decidere di espandere il mio piccolo e frenetico Centro in una Day Spa di 2000 mq, capii che non avevo nè desiderio, nè tempo di esserne il manager. Sinceramente, la ragione di espandere il mio business era dovuta al fatto che avrei perso nuovi clienti e questo mi faceva impazzire! Inizialmente, volevo aggiungere solo alcune cabine per il trattamento viso, ma poi mi sembrava una cosa sensata provare ad attrarre una nuova clientela con servizi che fino a quel momento non avevo offerto: massaggi, trattamenti corpo, riflessologia.
Certo, avrei dovuto spendere molti più soldi di quelli che avevo preventivato, ma ero sicuro che avrei tratto dei benefici in poco tempo. Ragazzo, ti sbagliavi! Scoprii in poco tempo quanto fosse difficile trovare uno Spa manager con esperienza.  Non solo fu una lotta trovare qualcuno per la posizione ma, quando si presentava qualcuno era molto lontano dall’essere qualificato.
Questo fu lo shock maggiore per me e fui preso dal panico, dato che stavo per finire i lavori e non avevo trovato il personale giusto. Fui costretto a diventare manager io stesso  a due anni dall’apertura abbiamo giù cambiato due manager e ne stiamo cercando un terzo. Guardandomi indietro mi sono accorto quanti vantaggi avrei avuto se avessi considerato più da vicino i bisogni manageriali e la disponibilità locale del personale qualificato, ivi compresa la possibilità di trovarlo. Poi ho dovuto fare un lavoro che non conoscevo e ancora oggi mi ritengo un praticante non un esperto di management. 
 
Cassandra L., proprietaria di una day spa , i consulenti? Megli ascoltarli! 

Quante volte mi sono pentita di non aver dato retta ai consigli del mio consulente! Ero preoccupata del fatto che l’apertura di nuovi centri potesse potermi via la clientela . Sapevo che era questione di tempo e che avrei dovuto fare i conti con questo problema e decisi di affrontare il mercato Spa. Così arrivo ad una delle più pazze decisioni della mia vita. Improvvisamente avevo tre locations a 8 milia l’una dall’altra, debiti per la prima volta in vita mia, e più “cappelli che teste”.
Ora ho a che fare con problemi di turnover del personale, frequenti lamentele da parte dei clienti, e con il peggior padrone di casa al mondo! Per mettere ancora del sale sulle ferite ho meno soldi di quelli che avevo prima, molto meno!  La mia lezione? Non aver ascoltato i consigli dell’ esperto, anche se sapevo che aveva ragione. Avrei dovuto stare calma, aspettare di vedere chi si sarebbe presentato, migliorando la qualità del mio servizio. 
 
Lindsay S., lavora in una day-Spa che ha rilevato dal proprietario precedente 
 
Quando comprai la mia Day-Spa dalla proprietaria precedente (vendeva per problemi di salute), qualcosa mi disse che stavo facendo un patto per la vita. L’ambiente era bello, attrezzature come nuove e l’affitto poteva essere prolungato. Dopo due anni avevo visto molte potenzialità nel settore Spa, a patto di modificare la struttura. Quello che non sapevo era il fatto che i servizi dovevano funzionare come tali. Così investii un sacco di soldi per correggere il mancato funzionamento di alcuni impianti, come l’isolamento acustico delle pareti, l’impianto di riscaldamento, la moquettes di scarsa qualità e così via. Spesi tantissimi soldi e non so oggi che cosa potrebbe saltar fuori ancora…

Consiglierei a coloro che stanno per aprire un business i seguenti punti: 
1. Attenzione all’edificio e all’ambiente prima delle terapiste da scegliere.
2. Passare un po’ di tempo nell’ambiente per verificare la funzionalità dell’area di lavoro.  
3. Chiedere di vedere una copia di una recente ispezione (con la collaborazione del proprietario dell’edificio se siete in affitto)
4. Ispezionate con attenzione la qualità delle attrezzature e degli arredi che state per comperare, anche se dapprima sembrano buoni.