Pelle e freddo in Montagna

LA PELLE E LO STRESS DEL FREDDO DELLA MONTAGNA

Il fenomeno cui assistiamo in inverno e che rallenta i fisiologici processi metabolici della pelle, è quello che gli anglosassoni definiscono WINDBUR: cioè il danno che il vento freddo provoca, sferzando inesorabilmente sulla pelle, quando siamo all’aria aperta, ed ancor di più in montagna, quando si scia. 

Sicuramente il freddo dell’inverno, come anche il sole, ad alta quota, sono incompatibili con il benessere della pelle. 

Con il freddo intenso il film idrolipidico della pelle si assottiglia e diventa indispensabile preparare la pelle prima di partire, come anche fornirci dei giusti strumenti protettivi per affrontare ed uscire “indenni” dalla settimana bianca.

Per contrastare gli effetti collaterali dei danni da freddo intenso e pungente dobbiamo nutrire la pelle applicando frequentemente creme ben strutturate e con attivi efficaci, che attivino il metabolismo dell’epidermide e del derma, aumentando la funzionalità della barriera cutanea.

Uno degli effetti più negativi che la pelle subisce sono gli sbalzi di temperatura: si passa dal freddo delle piste al caldo intenso delle baite dove ci si rifugia per una sosta, una cioccolata calda, vasodilatazione e vasocostrizione si alternano continuamente e possono provocare lo sfiancamento dei capillari nelle pelli più sensibili (che porta addirittura alla couperose, in alcuni casi).

Per prevenire gli effetti collaterali da freddo secco, dal freddo della montagna, è indispensabile idratare  per bene la pelle prima di partire per le vacanze. Applicare una buona crema idratante, o nutriente se si ha già la pelle secca, mattino e sera, fare una maschera viso lenitiva almeno una volta a settimana, in casa utilizzare gli umidificatori ed evitare sbalzi di temperatura.

Coprirsi accuratamente quando si esce ed usare le adeguate protezioni per subire meno le aggressioni di freddo e vento.

Un’accortezza particolare va posta anche nell’esporsi al sole della montagna, in quanto i raggi solari invernali, che possono sembrare meno forti, in realtà possono colpire in modo inesorabile la pelle e disidratare molto di più di quello che si può pensare.


Il filtro solare è da scegliere in funzione della propria tipologia specifica di pelle per essere davvero efficace.


Molto importante considerare che in inverno il freddo quasi blocca le ghiandole sebacee e questo ha come effetto quello di rendere la pelle più esposta e secca, ecco perché l'applicazione dovrebbe essere rinnovata ogni tre ore circa.
Non dimenticate poi di proteggere anche gli occhi con ottime lenti.

Seguiteci nei prossimi giorni, Vi daremo qualche consiglio pratico dopo aver provato per Voi una serie di prodotti e trattamenti che riteniamo particolarmente efficaci.

 

Annalisa Piccini

    mailto: a.piccini@estetispa.it